Non era affatto scontato che Mariella Caputo continuasse l’attività di famiglia. La sua prima passione è la musica, che coltiva attraverso lo studio del pianoforte, prima che il richiamo dell’alta gastronomia e del vino finisca per indicarle un’altra strada. Seguendo le orme paterne si forma con l’AIS, fino a diventare prima sommelier della Campania e finalista al concorso Miglior Sommelier d’Italia nel 1994. A Nerano costruisce negli anni una cantina di circa 15.000 bottiglie, profonda sulla Campania e sull’Italia ma aperta ai grandi terroir europei, premiata nel 2000 da L’Espresso come “Cantina dell’anno”. Oggi, alla Taverna del Capitano, una stella Michelin con la cucina del fratello Alfonso, Mariella orchestra sala e vino con la stessa attenzione al ritmo, all’ascolto e alla memoria. Un’idea di ospitalità riconosciuta nel tempo con i premi Maître dell’Anno de L’Espresso nel 2006, Identità di Sala nel 2016 e, nel 2026, Eccellenza della Sala Italiana. Per lei il vino è materia nata dalla ricchezza della terra e plasmata dalle mani, dal cuore e dal cervello dell’uomo: qualcosa da custodire con rispetto e amore, come si addice alle grandi opere d’arte.