Ciciriello Sandra

Sandra

Ciciriello

Per Sandra Ciciriello il vino è stato a lungo un tabù: da bambina osa assaggiare del vino, si sente male e da quel momento se ne tiene prudentemente alla larga. E così è stato fino ai ventisette anni, quando, una sera di primavera, un’amica arrivata dalla Romagna le fa assaggiare un Sangiovese. È l’inizio di un’altra storia. “Da allora ho imparato a bere solo cose buone”, racconta. E soprattutto a conoscere le persone che quelle cose buone le fanno. Oggi la sua carta è, prima di tutto, famiglia: ogni bottiglia nasce da un incontro, dalla stima per un produttore, da un rapporto che negli anni spesso si è trasformato in amicizia. Per il 90% parla italiano, perché Ciciriello vuole raccontare il patrimonio del proprio Paese; allo Champagne, suo grande amore, concede l’unica eccezione. E poi c’è il tempo, altro protagonista della sua cantina: vecchie annate, soprattutto di vini bianchi, conservate per scoprire come cambiano e raccontarle anche attraverso degustazioni verticali. Una carta costruita bottiglia dopo bottiglia, come si costruisce un album di ricordi.