Vintage ’95, “vendemmia memorabile in Champagne, un po’ meno all’anagrafe”, Alfredo Buonanno cresce tra la Carmen di Bizet e la Falanghina di nonno Alfredo. Con la scusa di studiare, comincia giovanissimo ad assaggiare vino durante la sua prima esperienza al Rossellinis di Palazzo Avino, allora due stelle Michelin, a Ravello. A diciannove anni arriva al Krèsios, dove pochi mesi dopo “l’incoscienza di Iannotti” gli affida sala e cantina del ristorante, che nel 2021 conquisterà la seconda stella Michelin. Nel 2016 diventa sommelier e vince il Premio Bonaventura Maschio con AIS; nel 2018 la Guida ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso lo nomina Sommelier dell’Anno. Nel tempo libero gira in moto alla ricerca di vignaioli e indirizzi da conoscere, mentre per un concerto sinfonico è disposto ad attraversare l’Europa. La sua carta parte proprio dalle persone: produttori scelti per la coerenza tra il lavoro in vigna e ciò che arriva in bottiglia, privilegiando vini senza manipolazioni o correzioni. Sempre sorridente e irriducibilmente curioso, resta convinto che “il bere vincerà sul male”.